Una panoramica dell'ambiente spaziale in un nuovo report dell'Esa

00:02:18 03.04.2025

Il nostro pianeta è circondato da satelliti, ognuno dei quali ha un compito specifico: osservazione dei cambiamenti climatici, ricerca scientifica e fornitura di servizi di comunicazione e navigazione da cui ormai dipende la maggior parte della popolazione terrestre.
L’Esa, nel suo ottavo Report sull’ambiente spaziale, apre con 10 punti chiave della situazione attuale e presenta statistiche che evidenziano un incremento di satelliti e detriti al punto che alcune regioni orbitali potrebbero esaurire lo spazio a disposizione.
Una situazione che, in un futuro non troppo lontano, mette a rischio l’invio di astronauti nello spazio, come anche la vita dei satelliti che consentono la nostra vita moderna.
Esa ha pubblicato anche un documentario in cui si pone la domanda se non ci sia già una crisi in atto a causa dai detriti spaziali. Circa il 70 percento dei 20mila satelliti lanciati finora è ancora in orbita accanto a centinaia di milioni di frammenti lasciati da collisioni, esplosioni e distruzioni intenzionali. Le manovre per evitare collisioni sono pari al doppio di quelle necessarie dieci anni fa. Ed entro il 2030 sono previsti 100mila satelliti attivi contro poco più di 10mila presenti nel 2024.
Nel 2023 l’Agenzia europea ha creato una Carta Zero Detriti, firmata da 19 Paesi con delle attività da mettere in atto entro il 2030 per limitare la produzione di detriti.
Si mira a satelliti il cui deorbitamento preveda la disintegrazione in atmosfera, mentre già sono in fase di sviluppo missioni per la rimozione dei detriti. L’obiettivo, tuttavia, è passare dall’attuale economia lineare in cui si produce un prodotto che poi diventa rifiuto a un’economia circolare per cui, ad esempio, si punta a fare manutenzione e rifornimento in orbita.
L’eccessiva presenza di satelliti nello spazio mette a rischio anche l’astronomia – lo spazio, infatti, ha un valore che va oltre i servizi satellitari - tutte le generazioni future meritano di poter ammirare il cielo notturno così come hanno fatto i nostri antenati per cui lo spazio era parte integrante della loro cultura.

Crediti video: Esa

Pubblicato nei canali
Download
  • Video (38.26 MB)

Correlati