L’occhio di Webb su una culla stellare

00:01:45 10.03.2025

Si chiama Lynds 483, un oggetto celeste a 650 anni luce da noi visibile nella Costellazione del Serpente.
Se oggi riusciamo a vederne la sezione superiore con questi dettagli, lo dobbiamo al telescopio spaziale James Webb.
Protagoniste di questo scenario straordinario sono due stelle in formazione al centro dell’immagine. In un ambiente di gas e polvere le due protostelle creano getti di gas più o meno veloci che viaggiano nello spazio; si dispiegano in base alle reazioni chimiche generate da queste espulsioni e creano sagome a seconda della materia che incontrano sul loro percorso.
Gli strumenti ad alta risoluzione nel vicino infrarosso di Webb ci mostrano in dettaglio cosa accade. I raggi arancioni che partono dalle stelle neonate rivelano l’ambiente di polvere e gas di cui si nutrono. I fronti d’urto delle espulsioni stellari sono evidenti soprattutto sulla sommità, mentre il groviglio bianco e poi arancione e rosa nella parte inferiore mostra ancora la densità dei venti stellari.
Osservare simmetrie e sagome di questi ambienti protostellari, calcolare la quantità di materiale espulso, quali molecole si sono generante nello scontro, aiuta gli astronomi a ricostruire e aggiornare i modelli su come nasce una stella.
Questo oggetto celeste prende il nome dall’astronoma Beverly Turner Lynds che negli anni Sessanta pubblicò un catalogo approfondito di nebulose oscure e luminose, risorsa fondamentale per la comunità scientifica prima dell’avvento di internet.

Crediti video: Nasa, Esa, Csa, Rodney Pommier

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